La Memoria di Pirandello nel Formato Verticale: Quando la Scrittura Salva la Vita
Il cortometraggio “One More Time”, premiato per aver saputo scrivere e dirigere una storia di rara profondità, è un’opera che interroga il confine tra creazione e realtà.
Il tema centrale è un brillante esercizio di meta-narrazione: quando il protagonista si prepara a compiere un gesto estremo e irreparabile, non è un deus ex machina a intervenire, ma è la scrittura stessa che si ribella, con la sceneggiatrice che interviene disperatamente a riscriverne il destino.
Questa dinamica evoca potentemente la memoria pirandelliana, dove il personaggio acquisisce una vita così autonoma da sembrare chiedere soccorso al suo creatore. Il dramma si consuma nello scontro tra la volontà autodistruttiva del protagonista e l’urgenza dell’autrice di proteggere la sua invenzione.
La sceneggiatrice si trova ad agire alla stregua di un taumaturgo, sfidando il suo stesso copione per salvare la creatura a cui ha dato vita. La tensione drammatica che pervade il corto ci tiene in sospeso fino all’ultimo: ci riuscirà l’autrice a dissuadere il suo personaggio e riscriverne il finale?
È un’opera che ci ricorda che la narrazione non è mera invenzione, ma una forza autonoma, capace di soffrire, cambiare e, in definitiva, sperare. Una riflessione acuta sul potere della creatività e sulla responsabilità dell’autore.